Come fa un packaging a vendere di più?

Tutti pensano che il packaging sia un semplice contenitore con due sole funzioni:

1. Permettere di trasportare un prodotto dal punto A al punto B.
2. Proteggere il contenuto da agenti esterni.

Ora, se parliamo di prodotti come frigoriferi e lavatrici il concetto è sicuramente giusto. Ma se già spostiamo la nostra attenzione su prodotti più consumer ci accorgiamo che non è più così. Solo per fare un esempio un televisore ha una scatola notevolmente più accattivante. Un cellulare anche. Se entriamo in un supermercato e gettiamo uno sguardo d’insieme su un qualunque scaffale ci possiamo rendere conto della varietà di colori e grafiche. Quindi dell’accuratezza con la quale vengono progettati i pack.

Ma se parliamo di prodotti food il concetto diventa ancora più complicato. Non possiamo pensare ad un packaging che sia solo protettivo. Dobbiamo pensare ad esso come un elemento conservativo. La confezione deve essere ideata e progettata affinché conservi il cibo nel miglior modo e per il più lungo tempo possibile. Non deve solo impedire che il prodotto si guasti. Ne deve garantire la shelf life. Cioè la freschezza e fragranza.

Ma c’è di più. Negli anni il pack ha assunto funzioni di natura sociologica. Ovvero è divenuto uno strumento fondamentale per trasmettere i valori del prodotto contenuto nel suo interno.

Ancora una volta faccio uso di un esempio per farti capire meglio di cosa sto parlando. Anzi meglio ancora. Facciamo un esercizio pratico e parliamo di un bene comune: parliamo di acque minerali. Se andiamo in un supermercato noteremo una vasta scelta. Bottiglie che hanno un costo di pochi centesimi l’una e altre che hanno prezzi più elevati. Anche due euro l’una. Ora osserva l’immagine qui sotto e prova a dare un valore ad una bottiglia di quest’acqua.

Beh non saprei dire con esattezza quale valore tu gli abbia attribuito. Ma posso scartare alcune ipotesi. Sono sicuro che non hai pensato a pochi centesimi per bottiglia e probabilmente neanche a qualche euro. Di sicuro hai immaginato un prezzo almeno a due cifre. E non hai sbagliato. Si tratta di un’acqua canadese che viene estratta da pareti glaciali di 12.000 anni. È l’acqua più pura del pianeta. Ed è costosissima: mediamente 40 euro a bottiglia. Servita solo nei migliori ristoranti del mondo. Ed il packaging contribuisce senza dubbio ad evocare la sua rarità e di conseguenza la sua lussuosità. Sul tavolo di un ristorante di lusso trova la sua coerenza.

Guarda ti faccio un altro esempio ancora più terra terra. Ti è capitato sicuramente di entrare in un discount. Ti sei mai chiesto da chi vengono realizzati i prodotti che trovi lì?

Alcuni esempi:

Fette biscottate Eurospin – Colussi
Croissant Eurospin – Dolciando & Dolciando (Bauli)
Merendine Eurospin – Dolciando & Dolciando (Bauli)
Riso Eurospin – Scotti
Crackers Tre Mulini Eurospin – Colussi
Aceto balsamico Eurospin – Ponti
Acqua Naturale e Frizzante “Blues” e “Ginevra” (alcune) – Guizza (San Benedetto)
Mortadella in vaschetta Eurospin – Fiorucci
Fette di tacchino arrosto “fresche fette”- AIA
Alcuni gelati e sorbetti Eurospin – Sammontana
Prodotti vari a marchio “LAND” (come parmigiano reggiano, yogurt, panna da cucina, scamorza,
besciamella, ricotta e formaggi vari) – Parmalat, Parmareggio, Virgilio, Galbani, Prealpi
Pop Corn Eurospin – Pata
Arachidi Eurospin – Pata
Biscotti Krumiri Eurospin – Bistefani

Come hai potuto notare sono tutte grandi aziende. Leader di mercato nei loro settori che hanno deciso di collocare i loro prodotti nei discount con marche differenti e con packaging più approssimativi, rudimentali e meno accurati. Packaging che hanno il chiaro scopo di trasmettere valori di “prodotto low cost”. Questo avviene non solo per ridurre i costi di produzione e quindi creare un prodotto con prezzi più accessibili, ma soprattutto come deterrente per clienti più abbienti. E di conseguenza per non creare concorrenza interna con il prodotto premium.

Confezionare quindi i tuoi prodotti in packaging anonimi, uguali a tutti gli altri, equivale a trasmettere valori di servizio low cost. E quindi non è vero che il packaging deve solo trasportare e proteggere.

Il packaging deve garantire un’alta qualità di shelf life e soprattutto deve attirare attenzione, creare curiosità, trasmettere accuratezza di servizio. In definitiva deve creare presupposti emotivi positivi in un cliente.

La domanda che ti faccio a questo punto è: usi un packaging discount?

Se è così sappi che attirerai inevitabilmente clientela discount. Cioè in linea con l’offerta e l’accuratezza che offri.

Vale la pena risparmiare quel 5/8% su una voce di costo che sul tuo bilancio grava a malapena il 3% in un anno? Vale VERAMENTE la pena?

Se vuoi emergere e prosperare non devi guardare al risparmio . Devi pensare al guadagno. E per guadagnare esiste la formuletta magica in tre semplici regole:

1. Attirare più clienti nel tuo locale (e quindi aumentare le vendite)
2. Fare in modo che i clienti vengano più spesso (e quindi aumentare le vendite)
3. Fare in modo che ogni volta spendano di più (e quindi aumentare le vendite)

E il packaging di qualità non può che aiutarti in questa missione. Può soddisfare meglio i clienti e quindi invogliarli a tornare più spesso e a parlare bene di te ad altri potenziali clienti. Può creare curiosità o soddisfare l’esigenza di un nuovo target che prima non servivi e quindi darti nuove opportunità di vendita.

Ma attenzione: il packaging, così come il marketing, non è dispensatore di miracoli. Non puoi pensare che al primo utilizzo ti riempa il locale di gente. Devi avere pazienza e dargli il tempo di agire. È come la goccia d’acqua che cade sempre nello stesso punto: col tempo scava la roccia.

Se vuoi distinguerti dalla massa dei tuoi concorrenti e iniziare a trasmettere il giusto messaggio, devi iniziare a curare meglio il tuo servizio e a considerare il packaging non più come un contenitore monouso. Ma come il portatore di un messaggio. Un venditore silenzioso che agisce a livello emozionale.

Tratto da ristorazionemonouso.com
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